La determinación de la libertad, en John Locke

La libertà non ha un significato univoco nell’opera di Locke, nonostante la sua centralità. È intesa come un dovere e un diritto, ma anche come un potere o, come si sostiene in questa sede, come uno stato. Le variazioni dell’idea di libertà tra il Saggio sull’intelletto umano (1690) e il Secondo tra...

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Detalles Bibliográficos
Autor: Abdo Ferez, Maria Cecilia
Tipo de recurso: artículo
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2018
País:Argentina
Institución:Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas
Repositorio:CONICET Digital (CONICET)
Idioma:español
OAI Identifier:oai:ri.conicet.gov.ar:11336/136788
Acceso en línea:http://hdl.handle.net/11336/136788
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:LIBERTAD
LOCKE
RACIONALIDAD
LEGALIDAD
https://purl.org/becyt/ford/5.6
https://purl.org/becyt/ford/5
Descripción
Sumario:La libertà non ha un significato univoco nell’opera di Locke, nonostante la sua centralità. È intesa come un dovere e un diritto, ma anche come un potere o, come si sostiene in questa sede, come uno stato. Le variazioni dell’idea di libertà tra il Saggio sull’intelletto umano (1690) e il Secondo trattato sul governo (1690), tra le edizioni e in relazione a testi giovanili o posteriori, come Ragionevolezza del cristianesimo (1695), permettono di pensare la libertà come problema (soprattutto politico) prima che come evidenza. Essa si afferma come la caratteristica più eccelsa della natura umana e allo stesso tempo come sintomo della sua precarietà e corruzione. La libertà segue lo stesso percorso della ragione, in un pensatore che scrive per indagare i loro limiti, non per considerarli aggirabili.