Innocenzo III tra diritto e società: consuetudini, scandali e consenso popolare

Nel diritto canonico classico, la necessità di evitare scandali nelle comunità e, dunque, di scongiurare turbamenti dell’ordine sociale giustificò la disapplicazione di norme giuridiche. Con riguardo alla consuetudine, la regola fu declinata, in base alle contingenze politiche e religiose, per ricon...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Bianchi Riva, Raffaella
Tipo de recurso: artículo
Fecha de publicación:2016
País:España
Institución:Universidad Católica San Antonio de Murcia (UCAM)
Repositorio:RIUCAM. Repositorio Institucional de la Universidad Católica San Antonio de Murcia
OAI Identifier:oai:repositorio.ucam.edu:10952/2801
Acceso en línea:http://hdl.handle.net/10952/2801
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Innocenzo III
Scandalo
Consuetudine
Società
Consenso
Innocent III
Scandal
Custom
Society
Consent
Descripción
Sumario:Nel diritto canonico classico, la necessità di evitare scandali nelle comunità e, dunque, di scongiurare turbamenti dell’ordine sociale giustificò la disapplicazione di norme giuridiche. Con riguardo alla consuetudine, la regola fu declinata, in base alle contingenze politiche e religiose, per riconoscere ovvero negare efficacia alle norme consuetudinarie, adottando soluzioni diverse per acquisire il consenso della società: occorreva, infatti, tenere conto tanto della volontà popolare manifestata nell’adesione agli usi quanto della coscienza sociale espressa nella reazione all’applicazione o alla mancata applicazione di essi. Innocenzo III contribuì a definire la rilevanza giuridica della nozione di scandalo, ora estirpando le consuetudini contrarie agli usi della Chiesa romana che più rischiavano di frammentare l’unità della fede, ora garantendo il rispetto dei riti a cui le popolazioni mostravano maggiore attaccamento, attraverso il principio per cui occorreva evitare a tutti i costi manifestazioni di dissenso o opposizione nella comunità cristiana. La politica di Innocenzo III sollecitò, su tale punto, le riflessioni della scienza giuridica canonistica: le sue decretali e le costituzioni del quarto concilio lateranense furono, infatti, utilizzate nel periodo del grande scisma, per argomentare la necessità di mantenere l’unità all’interno della Chiesa, pur nel rispetto dei diversi riti religiosi.