L' esegesi dell'architettura dell'Inferno dantesco da Brunelleschi a Galileo

Il presente saggio esamina gli studi di topografia dantesca eseguiti nel Rinascimento da importanti architetti e studiosi fiorentini come Filippo Brunelleschi, Antonio Manetti, Cristoforo Landino, Girolamo Benivieni e Pierfrancesco Giambullari. Contro questo ambiente culturale si schiera nel 1544 il...

ver descrição completa

Detalhes bibliográficos
Autor: Giannantonio, Raffaele|||0000-0001-7181-0498
Formato: artículo
Fecha de publicación:2025
País:España
Recursos:Universitat Autònoma de Barcelona
Repositorio:Dipòsit Digital de Documents de la UAB
Idioma:italiano
OAI Identifier:oai:ddd.uab.cat:323773
Acesso em linha:https://ddd.uab.cat/record/323773
https://dx.doi.org/urn:doi:10.5565/rev/dea.242
Access Level:acceso abierto
Palavra-chave:Architettura dantesca
Brunelleschi
Manetti
Landino
Vellutello
Galileo
Dante architecture
Architecture dantesque
Arquitectura dantiana
Descrição
Resumo:Il presente saggio esamina gli studi di topografia dantesca eseguiti nel Rinascimento da importanti architetti e studiosi fiorentini come Filippo Brunelleschi, Antonio Manetti, Cristoforo Landino, Girolamo Benivieni e Pierfrancesco Giambullari. Contro questo ambiente culturale si schiera nel 1544 il lucchese Alessandro Vellutello che elabora un'interpretazione geometrica dell'Inferno molto differente da quella del Manetti, polemizzando aspramente con il Benivieni. In risposta alle critiche del Vellutello, l'Accademia Fiorentina incarica nel 1587 Galileo Galilei di tenere due lezioni aventi lo stesso tema. Galileo confuta l'interpretazione del "forestiero" lucchese, dimostrando la superiorità delle tesi di Antonio Manetti, ma nel 1638 torna ad interessarsi dell'Inferno nei Discorsi che costituiscono in sostanza una ripresa delle tematiche delle Lezioni.