Donna del Cortegiano nel contesto della tradizione (XVI secolo), La

RIASSUNTO:<br/><br/>La nostra tesi si è proposta di definire la peculiarità dell'immagine femminile del <i>Cortegiano</i> rispetto alla tradizione, riservando particolare attenzione alla sua influenza sulla modellizzazione e sulla precettistica del Cinquecento.<br/>...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Romagnoli, Anna
Tipo de recurso: tesis doctoral
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2009
País:España
Institución:CBUC, CESCA
Repositorio:TDR. Tesis Doctorales en Red
OAI Identifier:oai:www.tdx.cat:10803/1732
Acceso en línea:http://www.tdx.cat/TDX-0723109-110153
http://hdl.handle.net/10803/1732
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:<i>Cortegiano</i>
<i>Cinquecento</i>
Imatge de la dona
Literatura italiana
Ciències Humanes i Socials
82
Descripción
Sumario:RIASSUNTO:<br/><br/>La nostra tesi si è proposta di definire la peculiarità dell'immagine femminile del <i>Cortegiano</i> rispetto alla tradizione, riservando particolare attenzione alla sua influenza sulla modellizzazione e sulla precettistica del Cinquecento.<br/><br/>Sforzo preliminare è stato quello di offrire una sintesi critica della tradizione misogina e filogina dall'antichità al primo Rinascimento.<br/><br/>La figura muliebre è stata analizzata nel <i>Cortegiano</i> non solo nella modellizzazione del libro III, ma anche all'interno degli esempi, della disputa di genere, della diegesi, e nel suo rapporto col cortigiano, in funzione del quale sembra determinarsi la sua pur limitata emancipazione.<br/><br/>Mentre i precedenti approcci critici al tema hanno seguito un orientamento femminista mirato a verificarne l'emancipazione nei termini di accesso allo spazio pubblico e di acculturazione, noi ne abbiamo piuttosto evidenziato la centralità della bellezza e del piacere, nel contesto di una società dell'estetica, comunicazione e mediazione. Al binomio bellezza e virtù abbiamo fatto risalire l'essenziale ruolo di mediatrice assegnato alla donna.<br/><br/>Inoltre abbiamo rilevato una ulteriore prova della centralità del femminile nella femminilizzazione del maschile, un'operazione innovativa in quanto fortemente divergente dalla linea filogina tradizionale, che abbiamo posta in relazione con la trasformazione dell'aristocratico da cavaliere armato a uomo di lettere e di mondo nella società cortigiana e aristocratica della conversazione piacevole, nonché con la sua condizione di servizio.<br/><br/>Così in Castiglione come negli epigoni abbiamo osservato i temi del rapporto tra bellezza esteriore e interiore, dell'amor cortese e dell'amor platonico, del matrimonio, dell'ingentilimento del maschile, dell'acculturazione femminile, del rapporto interno/esterno, della comunicazione sociale, cogliendo in generale negli epigoni la perdita della mediazione e dell'equilibrio del modello, e un frantumarsi o specializzarsi o deformarsi dei suoi postulati in un itinerario zigzagante.<br/><br/>Mentre nel <i>Cortegiano</i> bellezza esteriore e interiore convivono in un perfecto equilibrio, negli epigoni l'unità si frange: da una parte Firenzuola e Luigini valorizzano la bellezza esteriore; dall'altra Piccolomini, Guazzo, Betussi apprezzano di più quella interiore.<br/><br/>Così pure la sessualità, velata e allusa in Castiglione, attraverso la sublimazione nel piacere relazionale, si tace in una parte delle opere, mentre si esplicita alertamente nelle opere edonistiche e parodiche in cui si accenna ambiguamente anche a un diritto della donna al piacere sessuale. Solo Piccolomini nell'<i>Instituzione</i> sembra accennare al diritto al piacere sessuale della moglie senza ambiguità.<br/><br/>L'amor cortese poi si presenta nelle 3 forme, tutte attestate da Piccolomini: la veterocortese nella <i>Raffaella</i>; come esperienza puramente spirituale, parallela all'amore coniugale, nell'<i>Instituzione</i> del 1542, e a questo congiunta nell'<i>Instituzione</i> del 1560, secondo l'indicazione di Castiglione.<br/><br/>L'amor platonico è anch'esso un tema ricorrente negli epigoni, ma vi perde l''accorta' mediazione operata da Castiglione con la fisicità.<br/><br/>La coppia cortigiana e platonica lascia traccia di sé nel rapporto virtuoso e rispettoso, 'aggraziato' e umanizzato, innestato però da Piccolomini all'interno del matrimonio nel solco della tradizione della donna paziente.<br/><br/>L'acculturazione offerta alla donna di palazzo come un 'avere notizia di' quanto è oggetto di interesse del cortigiano per favorirne il rispecchiamento narcisistico, si amplia e permette una più vivace partecipazione al dialogo, ma si presenta quasi sempre come frutto di una mediazione maschile.<br/><br/>La femminilizzazione poi caratterizza nella forma della grazia non solo gli amanti delle opere parodiche, ma anche i gentiluomini dellacasiano e guazzesco, e nella forma dell'umanità quest'ultimo e il marito piccolominiano.<br/><br/>La comunicazione, importantissima nella società rinascimentale caratterizzata dalla vita di relazione e dal culto dell'apparenza, ha a suo perno la donna in Castiglione per venire investita essa stessa delle doti del femminile quando la donna concreta perde centralità.<br/><br/>Ciò avviene tendenzialmente negli epigoni per l'importanza acquisita dal privato e dalla famiglia quando la corte decade nel clima dell'assolutismo e della Controriforma.