Le tre fiere di Dante in Pasolini: dalla Divina Commedia alla Divina Mimesis.
La Divina Commedia si propone, durante la crisi ideologica degli anni ’50, tramite gli studi di Gianfranco Contini e di Antonio Gramsci, come modello autoriale, esistenziale e politico e come modello plurilinguistico, ai quali si unisce, a partire dal 1957, il concetto di Mimesi di Auerbach, già pro...
| Autor: | |
|---|---|
| Tipo de recurso: | artículo |
| Fecha de publicación: | 2022 |
| País: | España |
| Institución: | Universidad de Murcia |
| Repositorio: | DIGITUM. Depósito Digital Institucional de la Universidad de Murcia |
| OAI Identifier: | oai:digitum.um.es:10201/119857 |
| Acceso en línea: | https://doi.org/10.6018/ER.501791 http://hdl.handle.net/10201/119857 |
| Access Level: | acceso abierto |
| Palabra clave: | Dante Alighieri Pasolini Divina Nimesis Divina Commedia commedia Sociolinguistica Fiere Fieras Beasts CDU::8- Lingüística y literatura |
| Sumario: | La Divina Commedia si propone, durante la crisi ideologica degli anni ’50, tramite gli studi di Gianfranco Contini e di Antonio Gramsci, come modello autoriale, esistenziale e politico e come modello plurilinguistico, ai quali si unisce, a partire dal 1957, il concetto di Mimesi di Auerbach, già profeticamente sensibile all’avvento del neocapitalismo degli anni ’60, coincidente in modo non casuale con il trionfo della neoavanguardia e del Gruppo 63. Testimone artistico dell’agonica lotta contro tale avvento è La Divina Mimesis, incompiuto rifacimento del poema dantesco, in cui Pier Paolo Pasolini raffigura la crisi della sua poetica mimetica nell’incontro fra il suo io degli anni ’50 e quello degli anni ’60. La caratterizzazione delle tre fiere costituisce un quadro sociolinguistico in cui l’autore-attore non rinuncia alla dialettica allegorica, individuando, in ognuna di esse (lonza-illusione, leone-superbia, lupa-conformismo), i mali che riconosce in sé e nella realtà. |
|---|