Archeologia del vino: anfore e palmenti rupestri. Il caso della Calabria

[ita] In base all’accordo di co-tutela tra l’Universitat de Barcelona e l’Università degli Studi di Milano, la preparazione della presente tesi di dottorato è stata disciplinata dai termini e dalle modalità stabilite dalla seconda, in qualità di Istituzione presso la quale la tesi viene discussa. In...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Surace, Domenico Michele
Tipo de recurso: tesis doctoral
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2021
País:España
Institución:Universidad de Barcelona
Repositorio:Dipòsit Digital de la UB
OAI Identifier:oai:diposit.ub.edu:2445/195845
Acceso en línea:https://hdl.handle.net/2445/195845
http://hdl.handle.net/10803/687970
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Arqueologia clàssica
Àmfores
Viticultura
Calàbria (Itàlia)
Classical antiquities
Amphoras
Viticulture
Descripción
Sumario:[ita] In base all’accordo di co-tutela tra l’Universitat de Barcelona e l’Università degli Studi di Milano, la preparazione della presente tesi di dottorato è stata disciplinata dai termini e dalle modalità stabilite dalla seconda, in qualità di Istituzione presso la quale la tesi viene discussa. In particolare, secondo le indicazioni pertinenti al Corso R10 - Agricoltura, ambiente e bioenergia, l’elaborato consta di una collezione di articoli, opzione prevalentemente percorsa in ambito scientifico, diversamente dalla stesura di una tesi tradizionale di settore umanistico. Tale modalità, pur richiedendo un approccio differente alla fase di elaborazione dei dati emersi durante le ricerche, risulta atta a garantire il costante avanzamento scientifico delle attività e lo sviluppo della personale formazione accademica durante il percorso di ricerca del dottorato. Inoltre, proprio le tematiche considerate hanno rappresentato un’opportunità per un proficuo dialogo tra l’Archeologia e le Scienze Agriarie e Ambientali, risaltando i caratteri di multidisciplinarità del lavoro. Il lavoro rappresenta una summa delle ricerche effettuate dall’autore per il progetto Immensa Aequora, diretto e coordinato dalla Prof.ssa G. Olcese, in merito all’archeologia del vino. In particolare, inserendosi nella linea del progetto denominata “Fare il vino nell’Italia antica”, questo studio ha preso in considerazione le anfore e i palmenti rupestri (impianti per la produzione del vino), con la finalità di ricostruire le dinamiche produttive, insediative e sociali nell’antichità nelle aree oggetto della tesi. Proprio l’indagine su questi indicatori archeologici consente, infatti, di acquisire importanti dati che, messi in relazione con il contesto storico e ambientale del territorio in cui sono rinvenuti, si rivelano utili a delineare le caratteristiche dell’antico paesaggio agrario. La struttura della tesi prevede tre parti. La prima di queste include cinque articoli, tra editi e in corso di stampa, di cui quattro sono frutto del lavoro effettuato in collaborazione con altri autori e l’ultimo rappresenta un approfondimento individuale, realizzati nell’ambito del progetto Immensa Aequora. Tra gli articoli a più firme, i primi due presentano i lavori effettuati sulle anfore del Binario Morto e della Longarina, importanti contesti del territorio ostiense di prima età imperiale; argomento del terzo è lo scavo della Villa A di Dragoncello e lo studio dei materiali in essa rinvenuti; il quarto, infine, offre una panoramica dei dati raccolti sui palmenti rupestri dell’Italia meridionale tirrenica, esito di numerose ricognizioni sul campo Il contributo individuale, invece, incluso nell'Atlante dei Palmenti in corso di pubblicazione per Immensa Aequora, si focalizza sul caso-studio della Calabria, corpus principale e conclusione della tesi, con l'obiettivo di far emergere i parametri di sfruttamento del potenziale vinicolo della regione nell'antichità, attraverso l’incrocio dei dati sugli impianti di produzione, le villae del territorio, i luoghi e i contenitori per il commercio del prodotto. La seconda parte include l’elenco delle attività di didattica e ricerca effettuate nel corso del triennio di Dottorato (2017-2020). Infine, con lo scopo di presentare il percorso accademico e professionale di chi scrive, nella terza si propone il personale curriculum vitae.