Dante e il genere drammatico

RiassuntoIl contributo non intende proporre una soluzione alternativa a quelle comunemente praticate - per alcuni di ragione stilistica, per altri di riferimento all'allegoresi che si appoggia alla scelta del genere comico - per la scelta del titolo di Commedia per il poema dantesco (da alcuni,...

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Detalles Bibliográficos
Autor: Vescovo, Piermario|||0000-0003-2645-9090
Tipo de recurso: artículo
Fecha de publicación:2014
País:España
Institución:Universitat Autònoma de Barcelona
Repositorio:Dipòsit Digital de Documents de la UAB
Idioma:italiano
OAI Identifier:oai:ddd.uab.cat:128374
Acceso en línea:https://ddd.uab.cat/record/128374
https://dx.doi.org/urn:doi:10.5565/rev/dea.16
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Dante, il genere drammatico
Descripción
Sumario:RiassuntoIl contributo non intende proporre una soluzione alternativa a quelle comunemente praticate - per alcuni di ragione stilistica, per altri di riferimento all'allegoresi che si appoggia alla scelta del genere comico - per la scelta del titolo di Commedia per il poema dantesco (da alcuni, e anche recentemente, messo esso stesso in discussione). Si vuole proporre di aggiungere ad esse, alla parzialità della prima e alla risolutività dell'altra, una prospettiva intermedia, non a caso precisamente considerata da Boccaccio nell'accessus offerto dalle sue Esposizioni, in un passo assolutamente trascurato dalla critica. Un passo apparentemente oscuro e in realtà chiarissimo se ricondotto alla tradizione - di assoluta continuità nei secoli, nell'età tardoantica e nel medioevo e molto oltre - della teoria platonica delle "forme di dizione", che distingue mimetico, diegetico e misto. Cosa il medioevo intendesse per genus dragmaticum o "comico", in senso modale e non stilistico (anche se la critica normalmente li confonde) è oggetto del presente contributo.