Un altro narratore: le ballerine nella drammaturgia di Patrizia Monaco
[ES]Si può trasmettere sempre l’esperienza, i sentimenti, i punti di vista solo attraverso la parola a teatro? Si può fare a meno di un testo” fatto di parole e questa assenza può essere un pregio per lo spettacolo? La drammaturga genovese Patrizia Monaco risponde chiaramente a questa domanda nella...
| Autor: | |
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| Tipo de recurso: | capítulo de libro |
| Fecha de publicación: | 2017 |
| País: | España |
| Institución: | Universidad de Salamanca (USAL) |
| Repositorio: | GREDOS. Repositorio Institucional de la Universidad de Salamanca |
| OAI Identifier: | oai:gredos.usal.es:10366/138761 |
| Acceso en línea: | http://hdl.handle.net/10366/138761 |
| Access Level: | acceso abierto |
| Palabra clave: | Literature Monaco, Patrizia Teatro italiano contemporáneo Scrittura teatrale Penelopeide La vertigine sopra l’abisso |
| Sumario: | [ES]Si può trasmettere sempre l’esperienza, i sentimenti, i punti di vista solo attraverso la parola a teatro? Si può fare a meno di un testo” fatto di parole e questa assenza può essere un pregio per lo spettacolo? La drammaturga genovese Patrizia Monaco risponde chiaramente a questa domanda nella pratica di scrittura teatrale. Le sue opere hanno una componente corporale molto marcata -specialmente decisiva in alcune -, anche se non si arriva mai a discutere la validità del testo scritto, sia questo in forma di dialogo oppure di monologo. Infatti l’autrice si servirà anche di ballerini e mimi per narrare parti della storia che mette in scena. Si tratta di un racconto non fatto con le parole, ma con i corpi, attraverso cui si riesce a esprimere e a comunicare allo spettatore una parte della storia. Questa corporalità espressiva è molto evidente soprattutto in due delle sue opere, Penelopeide e La vertigine sopra l’abisso |
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