La configurazione di una grammatica del corporaleIl visibile: l’invisibile e il non visibile come fondamento delle immagini e dei corpi in movimento
La nascita della cinematografia come dispositivo che agisce sui corpi ci permette di pensare al cinema documentario informativo come una risorsa per comprendere cosa si ritiene giusto mostrare e interpretare i sensi della realtà che si intendono proiettare attraverso questo spettacolo. Con la produz...
| Autor: | |
|---|---|
| Tipo de recurso: | artículo |
| Estado: | Versión publicada |
| Fecha de publicación: | 2022 |
| País: | Argentina |
| Institución: | Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas |
| Repositorio: | CONICET Digital (CONICET) |
| Idioma: | italiano |
| OAI Identifier: | oai:ri.conicet.gov.ar:11336/229297 |
| Acceso en línea: | http://hdl.handle.net/11336/229297 |
| Access Level: | acceso abierto |
| Palabra clave: | CORPO MOVIMIENTO TECNICHE CINEMATOGRAFIA IMMAGINE https://purl.org/becyt/ford/5.9 https://purl.org/becyt/ford/5 |
| Sumario: | La nascita della cinematografia come dispositivo che agisce sui corpi ci permette di pensare al cinema documentario informativo come una risorsa per comprendere cosa si ritiene giusto mostrare e interpretare i sensi della realtà che si intendono proiettare attraverso questo spettacolo. Con la produzione di massa di pellicole a base di celluloide negli anni ‘20 e ‘30, le immagini in movimento hanno dato un nuovo significato a ciò che può essere considerato un movimento corretto, stabilendo in questo modo una grammatica del corporale. Quest’ultima implica metodi, sequenze, distanze e armonie distintive: il montaggio cinematografico ha prodotto modi particolari di registrare corpi in movimento, articolati nella costruzione di una narrazione corretta, con lo sta-bilirsi di determinate tecniche. Per questo motivo la proposta è quella di analizzare vecchie immagini di pratiche corporee filmate con finalità didattiche, in quello che rappresenta un susseguirsi d’inquadrature documentarie di persone che svolgono attività fisiche di fronte alla macchina da presa con l’intento di trasmettere un messaggio da riprodurre. Si può così osservare una netta distanza con i registri attuali e un’omogeneizzazione, successione e simultaneità delle tecniche (corporee e cinematografiche), che producono la configurazione di ciò che è visibile, invisibile e non-visibile nelle immagini e nei corpi in movimento. Sullo sfondo propongo di pensare le più antiche immagini in movimento sopravvissute de L’École Normale Militaire de Gymnastique de Joinville-Le-Pont, il luogo dove è nata l’educazione fisica (moderna) e la tecnologia che ha permesso il cinema, grazie alle opere degli scienziati Étienne Jules Marey e Georges Demeny. |
|---|