Il processo di costituzionalizzazione in Tunisia e i diritti dei vulnerabili: minoranze, donne e bambini

[ita] In questo lavoro di ricerca si è tentato di rispondere alla domanda se la teoria dell’universalità di certi diritti come quelli riguardanti i vulnerabili, in particolare le minoranze, donne e bambini, possa essere estesa anche a Paesi di fede musulmana che, al contrario, insistono sulla specif...

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Detalles Bibliográficos
Autor: D'Auria, Giovanni
Tipo de recurso: tesis doctoral
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2019
País:España
Institución:Universidad de Barcelona
Repositorio:Dipòsit Digital de la UB
OAI Identifier:oai:diposit.ub.edu:2445/133618
Acceso en línea:https://hdl.handle.net/2445/133618
http://hdl.handle.net/10803/666944
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Tunísia
Primavera àrab, 2010-
Democratització
Vulnerabilitat (Dret)
Tunisia
Arab Spring, 2010-
Democratization
Vulnerability (Law)
Descripción
Sumario:[ita] In questo lavoro di ricerca si è tentato di rispondere alla domanda se la teoria dell’universalità di certi diritti come quelli riguardanti i vulnerabili, in particolare le minoranze, donne e bambini, possa essere estesa anche a Paesi di fede musulmana che, al contrario, insistono sulla specificità culturale. È il caso della Tunisia che si è scelto di studiare in virtù del suo passato ricco di civilizzazioni e del nuovo processo di democratizzazione in corso, senza trascurare l’importanza della sua adesione a interessanti accordi internazionali come il Patto di Barcellona. Si è quindi compreso che l’ostacolo alla protezione di certi diritti non può essere attribuito solo alla religione poiché, anche se le diverse confessioni non esistessero, non sarebbe ugualmente facile garantire il rispetto incondizionato dei diritti dei vulnerabili, in particolare di quelle minoranze come gli handicappati e gli omosessuali, che non possono mai diventare, né diventeranno, una maggioranza. Al fine di ridurre e / o risolvere queste forti disparità relative a qualsivoglia ordinamento giuridico, compreso quello del Paese studiato, sarà necessario rendere la libertà di coscienza un principio generale ed efficace erga omnes e assicurare che la società civile sia rafforzata e sensibilizzata verso la tutela dei diritti fondamentali. Ciò dovrà avvenire non solo a livello locale ma universale, attraverso un dialogo tra maggioranze e minoranze, nel segno della vera democrazia, superando l'ostilità delle élites politiche che, il più delle volte, dietro le varie dichiarazioni di principio calpestano i diritti umani per scopi economici.