La stanza di Giorgio Manganelli

L'avversione di Giorgio Manganelli nei confronti del concetto d'autore era connessa a un ideale polimorfico e cangiante dell'individualità, a una critica dell'io, inteso come struttura stabile, riconoscibile, rappresentabile. Le sue concezioni filosofiche, lo spingevano a conside...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Orsini, Elisabetta
Tipo de recurso: artículo
Fecha de publicación:2010
País:España
Institución:Universitat Autònoma de Barcelona
Repositorio:Dipòsit Digital de Documents de la UAB
Idioma:italiano
OAI Identifier:oai:ddd.uab.cat:67720
Acceso en línea:https://ddd.uab.cat/record/67720
https://dx.doi.org/urn:doi:10.5565/rev/qdi.283
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Autore
Scrittura
Luogo di lavoro
Roland Barthes
Gilles Deleuze
Author
Writing
Work place
Descripción
Sumario:L'avversione di Giorgio Manganelli nei confronti del concetto d'autore era connessa a un ideale polimorfico e cangiante dell'individualità, a una critica dell'io, inteso come struttura stabile, riconoscibile, rappresentabile. Le sue concezioni filosofiche, lo spingevano a considerare l'arte come un processo impersonale. Lo psicanalista junghiano Ernst Bernhard gli aveva insegnato che lo spazio della memoria può dilatarsi oltre l'insieme dei ricordi del singolo individuo, per comprendere differenti regimi di oggetti come ad esempio il mondo animale, vegetale e minerale. Manganelli usava la scrittura per entrare in questo lungo repertorio di variazioni. Una delle sue immagini preferite era quella dell'uomo che si trasforma in un calamaio di inchiostro e che intinge il pennino in sé medesimo per poter scrivere delle cose, quasi trasformandosi in esse.