I rapporti di Tusculum con tre città campione del Latium vetus: il contributo dell’epigrafia
Lo scopo di questo contributo è presentare una ricerca sui vincoli famigliari fra Tusculum e tre città vicine (Praeneste, Nemi e Gabii) in base all’evidenza epigrafica. A tal fine sono stati adottati diversi approcci. Per Preneste, si parte dalle famiglie di età medio repubblicana attestate nella ne...
| Autor: | |
|---|---|
| Tipo de recurso: | capítulo de libro |
| Fecha de publicación: | 2019 |
| País: | España |
| Institución: | Varias* (Consorci de Biblioteques Universitáries de Catalunya, Centre de Serveis Científics i Acadèmics de Catalunya) |
| Repositorio: | Recercat. Dipósit de la Recerca de Catalunya |
| OAI Identifier: | oai:recercat.cat:2072/373955 |
| Acceso en línea: | http://hdl.handle.net/2072/373955 |
| Access Level: | acceso abierto |
| Palabra clave: | Tusculum (Itàlia : Ciutat antiga) -- Arqueologia Inscripcions llatines -- Tusculum (Itàlia : Ciutat antiga) Inscripcions llatines -- Itàlia 90 |
| Sumario: | Lo scopo di questo contributo è presentare una ricerca sui vincoli famigliari fra Tusculum e tre città vicine (Praeneste, Nemi e Gabii) in base all’evidenza epigrafica. A tal fine sono stati adottati diversi approcci. Per Preneste, si parte dalle famiglie di età medio repubblicana attestate nella necropoli della Colombella, per evidenziare le più antiche gentes documentate in entrambe le città (i Decemii) e dai membri della nobiltà tusculana e prenestina che stabilirono dei rapporti sociali e politici, già in età tardo-repubblicana, grazie ai vincoli matrimoniali (i prenestini Eppulei e Saufeii e i tuscolani Caelii). Connessioni tra Nemi e Tusculum risalgono perfino all’età arcaica. Il santuario federale di Diana Nemorensis e la sua fondazione mitistorica da parte dell’eroe greco Oreste è fondamentale per interpretare la galleria pubblica di viri illustres documentata a Tuscolo. Questa galleria è formata da una serie di piedistalli con i nomi di personaggi storici e mitologici: il greco Telegono insieme al fratello Telemaco a fianco di Oreste, il fondatore di Nemi, e l’amico Pilade; i più eminenti magistrati (consules, imperator) e sacerdoti (flamen Dialis) della Roma repubblicana furono allocati accanto a un dictator latino arcaico. Tutti possono essere collegati con le celebrazioni delle feriae Latinae sul santuario di Iuppiter Latiaris, a simboleggiare la fusione di Roma con il nomen Latinum. Un’iscrizione interpretata come prova dell’esistenza di un accensus velatus a Tuscolo, una funzione sacra vincolata a queste cerimonie, mostra come le antiche città del Latium preservarono la memoria di questo arcanum imperii. Finalmente, un altro accensus velatus, un liberto molto ricco di Gabii, offre la connessione intima fra i gabini e i tuscolani attraverso la gens Plutia, una famiglia benestante stabilita in entrambe le città, e che ebbe cura dei Tusculana sacra per lungo tempo. |
|---|