La previdenza sociale negli accordi Italia-Tunisia

La Sicurezza Sociale assolve ai principi generali di tutela degli indigenti mediante l’assistenza sociale e la previdenza sociale, specifica per garantire i lavoratori. In Italia, in base al principio della territorialità dell’obbligo assicurativo, il lavoratore non comunitario è assoggettato alla l...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Buccheri, Caterina
Tipo de recurso: artículo
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2018
País:España
Institución:Universidad de Sevilla (US)
Repositorio:idUS. Depósito de Investigación de la Universidad de Sevilla
OAI Identifier:oai:idus.us.es:11441/86589
Acceso en línea:https://hdl.handle.net/11441/86589
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Sicurezza sociale
Previdenza
Immigrati tunisini
Criticità
Social Security
Retire
Tunisians immigrates
Critical issues
Seguridad Social
Seguridad
Inmigrantes tunecinos
Aspectos críticos
Descripción
Sumario:La Sicurezza Sociale assolve ai principi generali di tutela degli indigenti mediante l’assistenza sociale e la previdenza sociale, specifica per garantire i lavoratori. In Italia, in base al principio della territorialità dell’obbligo assicurativo, il lavoratore non comunitario è assoggettato alla legislazione previdenziale e assistenziale del Paese. Il 7 dicembre 1984 viene firmato a Tunisi un accordo amministrativo per l’applicazione della convenzione in materia di sicurezza sociale, tra la Repubblica italiana e la Repubblica tunisina, che dà la possibilità al cittadino tunisino di lavorare in Italia, pur rimanendo sotto la competenza della normativa in materia di sicurezza sociale del proprio Paese di origine. A causa dell’alternanza politica dei Governi Italiani si è giunti ad orientamenti più restrittivi, con l’introduzione della limitazione a equiparare agli italiani solo gli immigrati non comunitari titolari di permesso di soggiorno CE come lungosoggiornanti, oltrepassando, anche quanto previsto dagli accordi bilaterali, tra cui quello italo - tunisino. Ciò ha subordinato l’erogazione di determinate prestazioni previdenziali - assistenziali, discriminando i cittadini tunisini e limitando il godimento dei diritti fondamentali riconosciuti invece ai cittadini italiani.