“Genio” non si declina al femminile: gerarchie e strategie di esclusione delle donne dalla creazione letteraria.

L'evidente assenza delle donne in contesti culturali significativi rappresenta un fenomeno discriminatorio che non può più essere ignorato. Questo studio mira a esaminare alcuni dei fattori, principalmente legati alle dinamiche di genere e di potere, che storicamente hanno escluso le donne da a...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Frabotta, Simona
Tipo de recurso: artículo
Fecha de publicación:2024
País:España
Institución:Universidad Pablo de Olavide (UPO)
Repositorio:RIO. Repositorio Institucional Olavide
Idioma:italiano
OAI Identifier:oai:rio.upo.es:10433/25841
Acceso en línea:https://hdl.handle.net/10433/25841
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:Letteratura
Canone
studi di genere
Storia delle donne
Esclusione
Literature
Canon
Gender studies
Women's history
Exclusion
Descripción
Sumario:L'evidente assenza delle donne in contesti culturali significativi rappresenta un fenomeno discriminatorio che non può più essere ignorato. Questo studio mira a esaminare alcuni dei fattori, principalmente legati alle dinamiche di genere e di potere, che storicamente hanno escluso le donne da aree cruciali della creazione culturale. L'obiettivo dell'analisi è comprendere in modo più dettagliato il ruolo femminile, ancora ampiamente sottovalutato, nel panorama culturale contemporaneo. Numerosi elementi hanno ostacolato il successo delle donne, specialmente nei campi dell'arte e della letteratura. In primo luogo, il concetto di genio, carico di forti valori androcentrici e individualistici, ha plasmato figure storiche irrealistiche che non tengono conto delle vere dinamiche che conducono al successo o al fallimento nei processi di creazione artistica. Inoltre, l'accesso limitato all'istruzione, prevalente almeno fino al XX secolo, ha impedito alle donne di acquisire la formazione necessaria per sviluppare i loro talenti e integrarsi in ambienti professionali e creativi.In secondo luogo, la diffusione di discorsi misogini, più o meno espliciti, provenienti dagli stessi settori culturali, ha scoraggiato coloro che tentavano di entrare in contesti percepiti come ostili o le ha costrette a nascondersi dietro nomi maschili o pseudonimi. Inoltre, gran parte della produzione artistica femminile non è stata recuperata dalla narrazione storica, impoverendo ulteriormente il patrimonio culturale femminile.Infine, l'istituzione di un canone culturale androcentrico ed esclusivo ha costantemente marginalizzato i contributi delle donne. Le conclusioni evidenziano la necessità di un cambiamento di paradigma, affinché il contributo delle donne alla vita culturale e artistica possa finalmente essere pienamente apprezzato.