Le impronte sonore della geografia fisica per la scoperta della storia del paesaggio geomorfologico

Per analogia con la creazione dei paesaggi sonori applicando il filtro percettivo al suono e non all’immagine, è creato il concetto di paesaggio sonoro geomorfologico. I suoni in geomorfologia sono studiati da tempo, ma il processo di percezione che permette di creare un paesaggio sonoro geomorfolog...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Scapozza, Cristian
Tipo de recurso: artículo
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2017
País:Brasil
Institución:Universidade de Caxias do Sul (UCS)
Repositorio:Métis (Caxias do Sul. Online)
Idioma:portugués
OAI Identifier:oai:ojs2.ucsnew.ojsbrasil.com.br:article/5779
Acceso en línea:https://sou.ucs.br/etc/revistas/index.php/metis/article/view/5779
Access Level:acceso abierto
Descripción
Sumario:Per analogia con la creazione dei paesaggi sonori applicando il filtro percettivo al suono e non all’immagine, è creato il concetto di paesaggio sonoro geomorfologico. I suoni in geomorfologia sono studiati da tempo, ma il processo di percezione che permette di creare un paesaggio sonoro geomorfologico è ancora molto limitato. L’estraniamento di suoni geomorfologici permette di utilizzarli al livello di impronta sonora come suoni tipici di un ambiente in un contesto temporale preciso. Tre esempi dove è avvenuta la riproduzione di suoni attuali in relazione con paesaggi passati, mostrano come la lettura del paesaggio è rinforzata dall’utilizzo di un’impronta sonora propria che permette di creare dei paesaggi sonori. Grazie all’utilizzo di impronte sonore tipiche di un luogo e della sua storia geomorfologica, è quindi possibile incrementare, potenziare e integrare il processo percettivo basato esclusivamente sulla vista, creando un’esperienza sensoriale più completa del paesaggio.