Dizionario di collocazioni o dizionario di combinazioni? Una prospettiva user-oriented
Il presente contributo prende in esame alcune delle scelte metodologiche che il lessicografo che intenda a realizzare un dizionario di collocazioni si trova ad affrontare. Il lemmario deve coincidere con un determinato strato del lessico (ad es. il "vocabolario di base") oppure essere il r...
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| Tipo de recurso: | artículo |
| Estado: | Versión publicada |
| Fecha de publicación: | 2020 |
| País: | Brasil |
| Institución: | Universidade de São Paulo (USP) |
| Repositorio: | Revista de Italianística (Online) |
| Idioma: | italiano |
| OAI Identifier: | oai:revistas.usp.br:article/176289 |
| Acceso en línea: | https://revistas.usp.br/italianistica/article/view/176289 |
| Access Level: | acceso abierto |
| Palabra clave: | Collocazioni Combinazioni libere e lessicali Unità polirematiche Idiomatismi Ordinamento semantico Collocations Free and word combinations Multi-word units Idioms Sense ordering Colocações Combinações livres e lexicais Idiomatismos Ordem semântica |
| Sumario: | Il presente contributo prende in esame alcune delle scelte metodologiche che il lessicografo che intenda a realizzare un dizionario di collocazioni si trova ad affrontare. Il lemmario deve coincidere con un determinato strato del lessico (ad es. il "vocabolario di base") oppure essere il risultato di un procedimento bottom-up che ne faccia la "proiezione" delle collocazioni effettivamente raccolte (ad es. mediante estrazione da corpora)? Considerato che le collocazioni, secondo il grado più o meno elevato di coesione e di rigidità sintattica esibite, si distribuiscono lungo un continuum delimitato da un lato dalle combinazioni libere e dall'altro dalle espressioni idiomatiche, come trattare i casi-limite? Ad esempio, che "collocazione" trovare nel dizionario per le unità polirematiche? Più in generale, quanto teorico e quanto orientato all’utente deve essere un dizionario di collocazioni? Infine, nei lemmi nominali polisemici, l’ordinamento semantico della voce deve ricalcare quello dei dizionari generali o occorre in determinati casi applicare una sorta di "lente di ingrandimento" che promuova al rango di accezioni quei sensi cui corrispondano collocati verbali specifici? |
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