Esperienza e intenzionalità nella fenomenologia di Husserl

L’articolo dimostra che la fenomenologia è una filosofia dell’esperienza e che nel risalimento all’esperienza risiede la specificitá dell’atteggiamento fenomenologico. L’esperienza è per Husserl il manifestarsi stesso delle cose, il loro darsi nell’evidenza, luogo ultimo d...

Descripción completa

Detalles Bibliográficos
Autor: Di Martino, Carmine
Tipo de recurso: artículo
Estado:Versión publicada
Fecha de publicación:2007
País:Brasil
Institución:Universidade Federal de Minas Gerais (UFMG)
Repositorio:Memorandum (Belo Horizonte)
Idioma:portugués
OAI Identifier:oai:periodicos.ufmg.br:article/6700
Acceso en línea:https://periodicos.ufmg.br/index.php/memorandum/article/view/6700
Access Level:acceso abierto
Palabra clave:fenomenologia
esperienza
Edmund Husserl
Descripción
Sumario:L’articolo dimostra che la fenomenologia è una filosofia dell’esperienza e che nel risalimento all’esperienza risiede la specificitá dell’atteggiamento fenomenologico. L’esperienza è per Husserl il manifestarsi stesso delle cose, il loro darsi nell’evidenza, luogo ultimo di ogni datità e legittimazione, il “primum reale”. Mette in luce le affinitá e le profonde divergenze tra la necessitá di ritornare all’esperienza come fondazione originaria della conoscenza, proposta sia dalla fenomenologia e che dall’empirismo moderno di Locke, Berkeley e Hume: quella riesce a superare gli errori ed i controsensi di questo. Per cogliere l’operare dell’esperienza, secondo Husserl, bisogna avvalersi di un metodo adeguato, quello dell’”epoché” e della “riduzione” fenomenologica, chiave di accesso alla fenomenologia trascendentale. L’esempio di analisi fenomenologica del mondo percettivo (inteso come uno “strato” dell’intero mondo dell’esperienza) mostra che cosa significhi per Husserl disporsi sul terreno dell’immanenza, cioè dell’esperienza “pura”, fenomenologicamente considerata, per rendere ragione della “costituzione” di tutto l’essente.